San Gabriele Arcangelo
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Il suo nome significa Forza o Potenza di Dio.
- Gabriele profetizza a Daniele l'avvento del Messia (Dn
9,1-21)*;
- appare a Zaccaria "in piedi, alla destra dell'altare dell'incenso"
per annunciare Giovanni Battista, precursore dell'Emmanuele (Lc
1,10-20)*;
- porta alla vergine Maria il più grande messaggio di gioia che
l'umanità abbia mai ricevuto: l'Incarnazione del Salvatore, segno
dell'infinito amore del Signore (Lc 1,26-38)*.
Arcangelo dello Spirito Santo, Gabriele è il messaggero per eccellenza.
E' attraverso di lui che il Signore trasmette i grandi annunci al suo popolo.
Ed è sempre lui che soffia la Forza dello Spirito Santo necessaria
ad accogliere e testimoniare la Parola. Angelo del primo appello e della
consacrazione del cuore, Gabriele suscita lo zelo apostolico e veglia sulla
comunicazione santa fra gli uomini. Oggi, in un tempo in cui l'umanità
soffoca sotto una cappa di piombo, in cui è forte la tentazione
di arrendersi alla disperazione, invochiamo questo alleato celeste. In
tempo di pericolo i suoi avvertimenti hanno preservato la famiglia di Nazaret
da ogni avversità. Affidiamo a lui le nostre famiglie e Dio stenda
su di loro la sua mano.
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PREGHIERE
Dio che fra tutti gli angeli
scegliesti l'arcangelo Gabriele per annunciare il mistero della tua Incarnazione,
nella tua bontà concedi a noi che celebriamo la sua festa sulla
terra
di godere della sua protezione in cielo,
o Dio che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
Fonte: LITURGIA AMBROSIANA
San Gabriele Arcangelo,
angelo dell'Incarnazione,
apri le nostre orecchie agli appelli del Signore,
facci attenti ai suoi Messaggeri.
Aiutaci a comprendere la Parola di Dio
così da poterla seguire
e compiere ciò che Egli vuole da noi,
nella nostra vita.
Aiutaci ad essere anche noi "angeli"
per tutti coloro che incontriamo.
Insegnaci a sentirci responsabili
di tutti e di ciascuno dei nostri fratelli
perchè possiamo, un giorno,
giungere tutti insieme nel tuo Regno".
(Dan 9,1-21)
Nell'anno primo di Dario figlio di Serse, della progenie dei Medi,
il quale era stato costituito re sopra il regno dei Caldei, nel primo anno
del suo regno, io Daniele tentavo di comprendere nei libri il numero degli
anni di cui il Signore aveva parlato al profeta Geremia e nei quali si
dovevano compiere le desolazioni di Gerusalemme, cioé settant'anni.
Mi rivolsi al Signore Dio per pregarlo e supplicarlo con il digiuno, veste
di sacco e cenere e feci la mia preghiera e la mia confessione al Signore
mio Dio: "Signore Dio, grande e tremendo, che osservi l'alleanza e
la benevolenza verso coloro che ti amano e osservano i tuoi comandamenti,
abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli,
ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi! Non abbiamo
obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali hanno in tuo nome parlato ai
nostri re, ai nostri principi, ai nostri padri e a tutto il popolo del
paese. A te conviene la giustizia, o Signore, a noi la vergogna sul volto,
come avviene ancor oggi per gli uomini di Giuda, per gli abitanti di Gerusalemme
e per tutto Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi dove tu li hai
dispersi per i misfatti che hanno commesso contro di te. Signore, la vergogna
sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri principi, ai nostri padri, perché
abbiamo peccato contro di te; al Signore Dio nostro la misericordia e il
perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui, non abbiamo ascoltato
la voce del Signore Dio nostro, né seguito quelle leggi che egli
ci aveva date per mezzo dei suoi servi, i profeti.
Tutto Israele ha trasgredito la tua legge, s'è allontanato per non
ascoltare la tua voce; così si è riversata su di noi l'esecrazione
scritta nella legge di Mosé, servo di Dio, perché abbiamo
peccato contro di lui.
Egli ha messo in atto quelle parole che aveva pronunziate contro di noi
e i nostri governanti, mandando su di noi un male così grande quale
mai, sotto il cielo, era venuto a Gerusalemme.
Tutto questo male è venuto su di noi, proprio come sta scritto nella
legge di Mosé. Tuttavia noi non abbiamo supplicato il Signore Dio
nostro, convertendoci dalle nostre iniquità e seguendo la tua verità.
Il Signore ha vegliato sopra questo male, l'ha mandato su di noi, poiché
il Signore Dio nostro è giusto in tutte le cose che fa, mentre noi
non abbiamo ascoltato la sua voce. Signore Dio nostro, che hai fatto uscire
il tuo popolo dall'Egitto con mano forte e ti sei fatto un nome, come è
oggi, noi abbiamo peccato, abbiamo agito da empi. Signore, secondo la tua
misericordia, si plachi la tua ira e il tuo sdegno verso Gerusalemme, tua
città, verso il tuo monte santo, poiché per i nostri peccati
e per l'iniquità dei nostri padri Gerusalemme e il tuo popolo sono
oggetto di vituperio presso quanti ci stanno intorno.
Ora ascolta, Dio nostro, la preghiera del tuo servo e le sue suppliche
e per amor tuo, o Signore, fà risplendere il tuo volto sopra il
tuo santuario, che è desolato. Porgi l'orecchio, mio Dio, e ascolta:
apri gli occhi e guarda le nostre desolazioni e la città sulla quale
è stato invocato il tuo nome! Non presentiamo le nostre suppliche
davanti a te, basate sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia.
Signore, ascolta; Signore, perdona; Signore, guarda e agisci senza indugio,
per amore di te stesso, mio Dio, poiché il tuo nome è stato
invocato sulla tua città e sul tuo popolo".
Mentre io stavo ancora parlando e pregavo e confessavo il mio peccato e
quello del mio popolo Israele e presentavo la supplica al Signore Dio mio
per il monte santo del mio Dio, mentre dunque parlavo e pregavo, Gabriele,
che io avevo visto prima in visione, volò veloce verso di me: era
l'ora dell'offerta della sera.
(Lc 1,10-20)
Tutta l'assemblea del popolo pregava fuori nell'ora dell'incenso. Allora
gli apparve un angelo del Signore, ritto alla destra dell'altare dell'incenso.
Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l'angelo
gli disse: "Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata
esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai
Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita,
poiché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà
vino né bevande inebrianti, sarà pieno di Spirito Santo fin
dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d'Israele al Signore
loro Dio. Gli camminerò innanzi con lo spirito e la forza di Elia,
per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza
dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto". Zaccaria
disse all'angelo: "Come posso conoscere questo? Io sono vecchio e
mia moglie è avanzata negli anni". L'angelo gli rispose: "Io
sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti
questo lieto annunzio. Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al
giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle
mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo".
(Lc 1,26-38)
Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città
della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo
della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore
è con te". A queste parole ella rimase turbata e si domandava
che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: "Non temere, Maria,
perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio,
lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato
Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide
suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno
non avrà fine".
Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco
uomo". Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà
su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo.
Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di
Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito
un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:
nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Eccomi,
sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E
l'angelo partò da lei.
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